In uscita La guerra contro Gesù di Antonio Socci

Abbiamo da poco parlato del nuovo libro di Papa Benedetto XIV che ha come soggetto la storia di Gesù, e già tanto atteso nelle librerie è La guerra contro Gesù, di Antonio Socci per i tipi della Rizzoli, che ha l’obiettivo di difendere la vincenda di Cristo, cercando di unire la storia e le testimonianze archeologiche a quanto narrato nel Nuovo Testamento. Secondo Socci, infatti, l’aver accettato – da parte degli atei soprattutto – l’esistenza storica di Gesù, non basta. Il fatto che i Vangeli vengano considerati solo il risultato narrativo-allegorico delle vicende del Cristo è per lui inammissibile in quanto ricerche storico-archeologiche e narrazione evangelica coincidono (e nel libro vuole dimostrarlo). E soprattutto, si domanda l’autore, chi è che ha scatenato questa guerra contro il cristianesimo che dura ormai 2000 anni e che dal Settecento ha preso così piede in Italia, sede tra l’altro del Vaticano? Ed ancora, per Socci l’attacco alla Chiesa è strettamente collegato a vicende storico-politiche e socio-culturali, che hanno radicato dei pregiudizi anticristiani tali da rendere i seguaci di Gesù i più perseguitati al mondo. Un testo non senza polemiche, la cui uscita è prevista nel corso del mese di marzo, che sicuramente raccoglierà consensi (parecchi) da una parte e critiche (parecchie) dall’altra. Ma forse è proprio questo l’obiettivo mentre dal Vaticano viene dato alle stampe il libro di Ratzinger “Gesù di Nazaret” ? Bella mossa di Socci (e della Rizzoli, che distribuirà anche il libro del Papa), che con le sue 290 pagine de “La guerra contro Gesù” sicuramente tenterà di scalare le classifiche fianco a fianco del Santo Padre. Li vedremo anche in una presentazione insieme

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In uscita La guerra contro Gesù di Antonio Socci

2 Responses to In uscita La guerra contro Gesù di Antonio Socci

  1. Nicola Antonio de Liso ha detto:

    Il nuovo libro di Papa Benedetto XVI° è un ottimo, interessante ed istruttivo libro su Gesù.
    Di recente il Papa ha giustamente denominato la Sindone di Torino una reliquia e non solamente un’icona, come aveva detto Papa Giovanni Paolo II°. Credo anch’io che la Sindone sia il lenzuolo funebre nel quale venne deposto Gesù dopo la morte per crocifissione da Giuseppe d’Arimatea e da Nicodemo nel posto ora occupato dall’edicola della Basilica del Santo Sepolcro di Gerusalemme.
    Tuttavia, il Papa non ha ipotizzato altre soluzioni storiche alternative relative all’evento chiamato “resurrezione”.
    Io, probabilmente per la prima volta nella storia del Cristianesimo, ho ereticamente ipotizzato per i non credenti una verità storica proponibile proprio sulla base che la Sindone sia autentica. Ho supposto che alle tre di notte di Domenica 9 aprile del 30 d.C., dopo le scosse di un terremoto, con manifestazioni luminose di luci sismiche, telluriche, fulmini globulari ed altri fenomeni fisici legati ai terremoti, definiti dai primi cristiani angeli di folgore, i soldati che facevano la guardia al sepolcro affinchè non venissero eseguite le lamentazioni e le onoranze funebri ad un morto condannato alla crocifissione, scapparono ed andarono da Pilato per riferirgli l’accaduto, il quale rispose loro di non dire nulla a nessuno. I soldati non ritornarono al sepolcro, il quale rimase sguarnito. Claudia Procula, la quale dormiva con il marito, si recò al sepolcro con servi e serve. Entrò in esso e vide che le macchie di sangue di Gesù delineavano la figura sulla parte esterna della Sindone. Incuriosita alzò la parte superiore della Sindone, alzando il lenzuolo come uno stampatore, senza effettuare strisciamenti di sangue e vide all’interno il cadavere di Gesù e l’impronta sindonica.
    Proprio per salvare la Sindone dalla distruzione, trafugò il corpo di Gesù e lo seppellì altrove, mentre portò via la Sindone trasferendola a Cesarea Marittima, e quando nel 36 d.C. tornò a Roma con Pilato, la diede a San Luca che la trasferì ad Antiochia. Successivamente San Pietro la portò a Gerusalemme nel 49 d.C., dove venne conservata per secoli nel Cenacolo. Infine venne trasferita ad Edessa nel 939 e a Costantinopoli nel 944; nel 1235 a San Giovanni d’Acri, ed infine nel 1293 in Francia.
    Gesù aveva una formazione culturale di derivazione essenica, anche se poi si discostò da essi, in quanto loro non erano sensibili agli handicappati come i ciechi gli storpi, sordomuti, ecc. Gesù aveva il concetto di Messia essenico/isaitico, ossia il Messia che muore ucciso e risorge, Egli si considerava il Figlio di Dio che siede alla destra del Padre, un essere al di sopra degli angeli, considerati esseri divini, ma non coincidente con Dio, ossia si considerava l’incarnazione della Sapienza, anche se non si considerava la seconda Persona della Trinità.In effetti si potrebbe supporre che i primi cristiani, compreso San Paolo ritenessero Gesù divino, ma non Dio stesso, non uguale al Padre Eterno. Il concetto trinitario venne iniziato ad essere formulato tuttavia già in epoca antica nel II° secolo d.C. e dogmatizzato nel 325 d.C.
    La risurrezione secondo San Paolo, era indipendente dal cadavere, concetto già espresso dai libri dei Maccabei; era si un corpo glorioso, ma un nuovo corpo che non c’entrava con la salma. Pertanto il non credere alla risurrezione cadaverica non significa non essere cristiani. Per quanto riguarda invece le apparizioni di Gesù risorto alle pie donne, esse vennero aggiunte tutte dopo l’anno della morte di San Pietro e San Paolo a Roma nel 67 d.C., forse negli anni ’80/90 del I° secolo d.C. Anche le apparizioni elencate nella Prima Lettera ai Corinzi non sono autentiche e risalgono dopo la morte di San Paolo, forse aggiunte dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme nel 70 d.C. Secondo l’esegeta tedesco Delling i vangeli primitivi a cominciare da quello di Marco terminavano tutti alla scoperta del sepolcro vuoto, e non contenevano nessuna apparizione.
    Torino 30-03-2011
    Nicola Antonio de Liso

  2. Nicola Antonio de Liso ha detto:

    L’interessantissimo libro di Antonio Socci mette giustamente in guardia i credenti dalla tante opinioni contrarie ai pilastri fondamentali del Cristianesimo, e gli scrittori critici sul patrimonio ereditato dalla Chiesa su Gesù sono ormai molti. Molte opinioni di tali scrittori sono infondate sul piano storico.
    Faccio osservare che il recentissimo nuovo libro di Papa Benedetto XVI° il sercondo su Gesù di Nazareth , mentre mi trova d’accordo su molti punti, tuttavia Egli non ha avuto coraggio di indagare sul mistero di Gesù sul piano storico, andando oltre il credo cristiano, non studiando una nuova ipotesi di trafugamento del cadavere che io ipotizzo effettuata non dai poveri 12 apostoli, i quali erano pur sempre ebrei che conservavano il tabù del cadavere, ma da una donna potente e pagana, ammiratrice di Gesù quale poteva essere la moglie di Pilato Claudia Procula, la quale potè benissimo trafugare sia la Sindone (di Torino) che io ritengo autentica, sia la salma di Gesù, trasferendola altrove, forse nei sotterranei del Tempio, dove probabilmente venne ritrovata e trasferita in Francia il 17 gennaio 1119 dai primi cavalieri templari.
    Claudia Procula quando vide l’impronta sindonica confermò la risurrezione spirituale di Gesù, ma trafugò il corpo di Gesù per far credere ai farisei della risurrezione di Gesù, e quindi grazie a questa donna intelligentissima si potè propagare il Cristianesimo.
    Torino 30 marzo 2011
    Nicola Antonio de Liso

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