Le donne dei dittatori, di Diane Ducret

Estremamente interessante il saggio di Diane Ducret dal titolo Le donne dei dittatori , edito in Italia da Garzanti . Il libro, come si comprende benissimo dal titolo, parla di quelle donne che hanno amato alla follia i dittatori: mentre da un lato il popolo li temeva, alcune donne impazzivano d’amore per loro. Ci troviamo, così, dinanzi a una galleria di donne che hanno vissuto intensamente il loro trasporto nei confronti di dittatori a varie latitudini e in vari periodi storici. Leggiamo, così, di Clara Petacci e Mussolini, di Nadia Krupskaja e Lenin, di Ekaterina Svaridze e Stalin, di Christine Garnier e Salazar, di Josefine e Bokassa, di Mao e le varie moglie, di Elena Ceauceșcu e suo marito Nicolae. Il libro si apre e si chiude con Hitler: può risultarci difficile da capire e da immaginar il Führer come oggetto di sfrenate passioni sessuali, ma, come nota l’autrice, Hitler “ricevette più lettere di ammiratori di Mick Jagger e dei Beatles messi insieme”. E tra le migliaia di lettere ricevute dalla cancelleria di Hitler tra il 1935 e il 1938 “non un solo biglietto di critiche o di rimostranze. L’ammirazione è totale”. Per capire un po’ Le donne dei dittatori, riporto una lettera del 10 settembre 1939 di un’ammiratrice proprio a Hitler: Mio caro e delizioso Adolf, ho bisogno di scriverti perché mi sento tanto sola. A casa mia i ragazzi sono andati entrambi a passeggiare, Lenchen è da un amico e io mi tengo impegnata con qualche lavoretto […] Non faccio che guardare le tue fotografie. Me le metto davanti e poi…

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