Scarlett Johansson VS l’editore francese JC Lattès a causa del libro di Grégoire Delacourt

L’attrice americana ha denunciato una casa editrice francese per sfruttamento della sua personalità in un romanzo. “La première chose qu’on regarde” , successo letterario firmato dalla sdolcinata penna del pubblicitario Grégoire Delacourt e pubblicato in primavera dalla casa editrice francese JC Lattès, di bocca buona quando si tratta di diramare a gran voce probabili bestseller ultra-popolari (è il caso di gran parte delle versioni francesi dei libri di Dan Brown), si è rivelato una potenziale gatta da pelare. Perché la dolce sosia di Scarlett che bussa alla porta di un giovane meccanico ventenne di uno sperduto villaggio della Somme, dipartimento del nord della Francia “non troppo affollato” (tanto per usare un eufemismo), non è piaciuta all’attrice originale, che ha deciso di denunciare la casa editrice chiedendo i danni per “violazione e sfruttamento fraudolento del diritto della personalità. Effettivamente l’improbabile storia d’Arthur Dreyfuss, garagista bello come una star del cinema, raccontata per immagini sul sito dello stesso autore , come uno storyboard da campagna vendita, snocciola un discreto deguito di cliché annegati in un’abbondante dose di melassa in stile romanzetto sdolcinato. Lui la ospita dormendo sul divano secondo la perfetta tradizione dell’ibrido contemporaneo tra il principe azzurro e il gentleman, un esemplare piuttosto raro a dire il vero, lei lo affascina sempre di più con le sue morbide grazie e i suoi sorrisi e il tutto scivola velocemente in un risultato che offre il fianco nudo ai critici, come Eric Chevillard de Le Monde , che chiude la sua recensione al vetriolo con un affogato, non di caffé ma di kitch, …

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L’attrice americana ha denunciato una casa editrice francese per sfruttamento della sua personalità in un romanzo. “La première chose qu’on regarde” , successo letterario firmato dalla sdolcinata penna del pubblicitario Grégoire Delacourt e pubblicato in primavera dalla casa editrice francese JC Lattès, di bocca buona quando si tratta di diramare a gran voce probabili bestseller ultra-popolari (è il caso di gran parte delle versioni francesi dei libri di Dan Brown), si è rivelato una potenziale gatta da pelare. Perché la dolce sosia di Scarlett che bussa alla porta di un giovane meccanico ventenne di uno sperduto villaggio della Somme, dipartimento del nord della Francia “non troppo affollato” (tanto per usare un eufemismo), non è piaciuta all’attrice originale, che ha deciso di denunciare la casa editrice chiedendo i danni per “violazione e sfruttamento fraudolento del diritto della personalità. Effettivamente l’improbabile storia d’Arthur Dreyfuss, garagista bello come una star del cinema, raccontata per immagini sul sito dello stesso autore , come uno storyboard da campagna vendita, snocciola un discreto deguito di cliché annegati in un’abbondante dose di melassa in stile romanzetto sdolcinato. Lui la ospita dormendo sul divano secondo la perfetta tradizione dell’ibrido contemporaneo tra il principe azzurro e il gentleman, un esemplare piuttosto raro a dire il vero, lei lo affascina sempre di più con le sue morbide grazie e i suoi sorrisi e il tutto scivola velocemente in un risultato che offre il fianco nudo ai critici, come Eric Chevillard de Le Monde , che chiude la sua recensione al vetriolo con un affogato, non di caffé ma di kitch, …

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