Narcoeconomy, di Carlo Ruta

In Rx , la collana di Castelvecchi dedicata all’attualità, è stato da poco pubblicato il libro di Carlo Ruta dal titolo Narcoeconomy . Business e mafie che non conoscono crisi . Un libro intenso che, oltre alla descrizione degli eventi, presenta delle interviste (che vanno sotto il titolo di FAQ. Narcos e democrazia) a vari personaggi che hanno studiato il narcotraffico e un nutrito apparato bibliografico che offre vari spunti per l’approfondimento personale. Nel leggere l’interessante saggio di Ruta non ho potuto fare a meno di andare con la mente a qualche anno fa, quando, per ragioni di lavoro, ho trascorso un periodo a Medellín, in Colombia. Parlando con un docente di Medellín mi disse che, in fin dei conti, se gli Stati Uniti avessero voluto il problema della droga si sarebbe risolto in una settimana. Il fatto è che sì, la Colombia è un punto cardine a livello mondiale per la droga, ma è anche vero che il più grande consumatore di droga nel mondo è proprio l’impero statunitense. Una considerazione, questa, che sembra sottostare anche al saggio di Ruta. Leggiamo, infatti, nell’introduzione: I governi occidentali , fedeli perlopiù al paradigma proibizionista, hanno rassicurato per decenni le opinioni pubbliche sui benefici che sarebbero derivati dalle loro politiche di contrasto. E con queste garanzie di successo gli Stati Uniti, nei cui confini si estende il primo mercato mondiale per consumi di cocaina, hanno mantenuto la guida dell’azione repressiva. Un canovaccio …

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