La classifica dei libri più venduti

Solo la lotta tra Silvia Avallone e Antonio Pennacchi ha il potere di insidiare lo strapotere commerciale di Camilleri; e la lotta tra i due, in ogni caso, non riesce a minare la prima posizione. Dunque, breve panoramica delle prime tre posizioni: Camilleri e Lucarelli al primo posto con “ Acqua in bocca “, seguiti da Pennacchi con “Canale Mussolini” e Silvia Avallone con “Acciaio”. Il resto della classifica riconferma alcune posizioni vecchie e registra qualche novità. Di certo le novità non riguardano il già citato Camilleri, che con la quarta posizione della “ Caccia al tesoro ” tiene i due stregati in una morsa. Le riconferme riguardanto Patricia D. Cornwell, con “Il fattore Scarpetta” (ottava posizione), “ L’ultima riga delle favole ” di Massimo Gramellini (settimo posto) e gli ecoterroristi di “Il filo che brucia” di Jeffery Deaver . E in questa sezione dei “confermati” ci mettiamo anche “Breaking dawn” di Stephenie Meyer e al decimo posto “ La breve seconda vita di Bree Tanner “, che stando alla sua posizione in classifica difficilmente replicherà il successo di Twilight. La vera novità riguarda Sveva Casati Modignani, al quinto posto con “Mister Gregory”. Certo è una scrittrice quanto mai popolare, ma mai avrei immaginato tanto successo. Per una volta diamo un’occhiata alle posizioni successive. All’undicesimo posto troviamo Giordano con la “Solitudine dei numeri primi”; dopo circa due anni dall’uscita del libro, ecco arrivare la veste economica a ridare una fiammata delle vendite. Jonathan Coe pare aver perso lo smalto di un tempo: tredicesimo dopo poche settimane dalla sua uscita. Da registrare senz’altro la presenza (quindicesimo posto) di David Nicholls, con il romanzo “Un giorno”: un libro che senza alcuna pubblicità sta avendo un discreto successo. La trama sembrerebbe scontata (una storia d’amore che si protrae per anni), ma ci riserviamo di leggere prima di giudicare. Qualcuno di voi per caso

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Che pena… questo pene!, di Lena Nova

Il titolo è accattivante, con quella sineddoche in cui una parte (il pene) sta per il tutto (l’uomo): ed è attorno a questa figura retorica che si gioca il libro Che pena… questo pene! L’orgoglio maschile e le sue molteplici virtù di Lena Nova. In sette racconti l’autrice racconta le (dis)avventure amorose della protagonista: tra sindaci, assessori, direttori amministrativi, amanti del sesso con le suore si dipana tutta una serie di situazioni che vanno dal pruriginoso al comico. Forse, da maschietto, avrei preferito qualche dettaglio in più e qualche descrizione meno lunga per arrivare subito al sodo… Ma l’autrice è una donna e, giustamente, racconta come meglio crede e con il suo stile peculiare. Un libro leggero, per una lettura spensierata e sorridente… e magari per fare nuove conquiste! Non mi vestirò a lutto per quell’occhio morto di Polifemo che chino e vergognoso mi guarda tra le lenzuola. Se cercate il rosa dei romanzi non leggete questo libro. L’amore puro, unico e sublime non lo troverete tra queste pagine. Leggete soltanto se avete voglia di sorridere e di dimenticare per un attimo i guai della vita. Paradossali situazioni legate al sesso che io non ho mai trovato facile e non ho mai fatto paradisiaco. Spero sia andata e vada meglio a tutte voi! Lena Nova Che pena… questo pene! L’orgoglio maschile e le sue molteplici virtù Kimerik, 2009 ISBN 978-88-6096-455-7 pp. 142, euro 12 Che pena… questo pene!, di Lena Nova

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“Senza scrittori”: il documentario di Cortellessa che sta facendo discutere

E’ difficile parlare di un film che pochi hanno visto, ma di “ Senza scrittori “, il documentario sul mondo del libro di Andrea Cortellessa e Luca Archibugi, sono state fatte perlopiù proiezioni private, in attesa che qualche distributore decida di acquisirne i diritti e di mostrarlo al grande pubblico. Ma cos’è “Senza scrittori”? Nonostante ne stiano parlando blog e giornali. ciò che possiamo riferirvi è poco, non avendo potuto vedere il film: si tratta di un documentario in cui il critico Andrea Cortellessa , intervistando editori, critici, librai, denuncia alcune dinamiche legate all’industria del libro: lo strapotere dei grandi gruppi e della macchina editoriale, per cui non esistono più opere e critici, ma soltanto prodotti costruiti secondo una logica industriale. Chi ci smena a rimanere fuori dal mainstream sono soprattutto i…

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Recensione del Libro “Kesa” di Francesco Amato

Emoziona e coinvolge la scrittura di Francesco Amato, autore del libro “Kesa, alla fine della solitudine”, edizioni Adea.
La trama si sviluppa in una Milano moderna e ci porta a conoscere in profondità l’anima e la mente di personaggi che sono parte integrante della narrazione. Mira, una quarantenne dinamica e affascinante, incontra ad una cena di amici Massimo, un ragazzino dodicenne, che vedendola è improvvisamente travolto dal ricordo delle vite passate. Un dramma insolito per la psiche di questo giovane, in viaggio verso la sua maturità di uomo. Sarà Mira stessa, a percepire e rievocare la vera essenza di Massimo,e  ad accompagnarlo, tra innumerevoli difficoltà , ad una scoperta sottile e misurata della sua identità.
Originale e brillante l’evolversi della storia, che mette a nudo sentimenti ed emozioni, che sembravano “cristallizzati” in una dimensione quasi ammutolita. L’autore ci accompagna coraggiosamente a comprendere quanto l’amore possa diventare una forza in grado di rivelare esattamente chi siamo e cosa desideriamo, tanto da definirlo un’ancora di salvataggio per l’esistenza. E’ così che il lettore scopre con un’analisi attenta delle situazioni, quanto sia importante il processo di ricerca interiore dei protagonisti. Con l’intenzione di creare qualcosa di unico e autentico per il panorama letterario, Amato ci propone un’opera alternativa, fuori dai soliti schemi, dalle solite tendenze, sciogliendo il tutto in una sorta di testo “profetico”. “Kesa” è un libro che sviscera avvenimenti segnati da profondi misteri, emergono parallelismi “familiari” che sembrano sfidare ogni sorta di temporalità.
L’autore ci affida la purezza e la potenza di un dono affettivo concreto come l’amore, ci fa scandagliare le coscienze attraverso gli sviluppi narrativi, ci assegna il compito di testimoniare lucidamente quelle verità in apparenza contraddittorie. Il  linguaggio appare particolarmente avvincente, nonostante possa sembrare a tratti complesso ed impegnativo. E’ comunque uno strumento indispensabile per dare forma e vigore allo stile.
La verità è una luce difficile da conquistare. Francesco Amato sa accendere e stimolare la fiaccola delle parole, per farne senso e traguardo delle cose.

kesa

Michela Zanarella

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