Amore e sesso nell’antica Roma, di Alberto Angela

Da decenni ormai “gli” Angela ci hanno abituati a programmi di divulgazione storico-scientifica che, senza decadere nel banale – non troppo, per lo meno – riescono a mantenere invariato stile e appeal. Tra le strenne natalizie ho trovato un libro di Angela il Giovane dal titolo ammiccante: Amore e sesso nell’antica Roma . La lettura si è dimostrata subito avvincente, un po’ prevedibile, ma avvincente. L’attrattiva consiste nel fatto che, una volta scremato lo stile, fortunato tratto distintivo dell’autore, nella lettura ci si imbatte in una serie di notizie che aiutano il lettore a orientarsi nella fitta trama del rapporto con la sessualità dei nostri padri romani evidenziando quanto ci siamo allontanati, complice l’irresistibile influsso del cristianesimo, dalla visione che del sesso si aveva nella classicità. Diciamo subito che c’è pochissimo spazio per l’idillio e che la poesia nell’antica Roma era relegata ai rotoli conservati in biblioteca. Il sesso era vissuto come momento di dominio e di affermazione di un sé violento e rapace. Si potrebbe ben parlare di stupro legalizzato. Non per nulla…

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