Io sono leggenda di Matheson

Poco tempo fa Asterione, mio compare vagabondo col quale intrattengo una fitta rete di scambi di libri, mi passa questo
“Io sono leggenda” di R. Matheson, autore celebre per aver ispirato alcune delle più belle puntate del telefilm “Ai confini della realtà”.

Il libro rientra prepotentemente nel filone “Vampiri”, affrontando però l’argomento da un punto di vista curiosamente
scientifico ed investigativo sulla natura di questi esseri mostruosi. A questa continua indagine si oppone il resto della struttura narrativa che paradossalmente è folle, irreale: è il 1976, Robert Nelville è l’ultimo uomo sulla terra, l’ultimo umano sopravvissuto in un mondo completamente popolato dai vampiri !!!

“Che effetto può avere la croce su di un vampiro mussulmano?” si chiede Nelville…
Gran libro, finale da leggenda.

io sono leggenda
Io sono leggenda, Richard Matheson, 1954.

Montag

Villeggiatura

Sembra impossibile, c’è chi si lagna

della solitaria e noiosa campagna.

Qualcuno c’è che l’ama assai

e lì dimentica tutti i suoi guai.

C’è poi chi molto di più, aspira

del mare blu star sulla riva.

C’è anche chi, sulla montagna,

vuol respirar tant’aria sana.

Infine chi ama il lago beato,

per stare in pace, spaparanzato.

Quante parole, pure bisticci,

piccoli e grandi fanno capricci.

Un tale dice: “il caldo e’ orribile!

Non c’e’ di peggio, io parto subito

vado a Viareggio!”

Invece poi, ma che disdetta!

Sul terrazzin la tinta aspetta.

Villeggiatura, che vuoi tu dar,

belle illusioni… e di riposar.

La cosa più vera che tu sai fare

è il portafogli per ben svuotare.

C’è chi ritorna assai soddisfatto,

anche se da casa son spariti

sia il cane che il gatto.

Tutti loro si son divertiti, ma dite:

quelle bestiole, come son finite?

Antonietta Barboni

Un flash nel secolo millenovecento

Dalla metà del secolo passato fino a qui

quanto è cambiata nel tempo la famiglia d’oggidì.

Oggi si vede sempre più ristretta e c’è un perchè…

col padre e la madre quasi sempre c’è un unico bebè.

Via via sempre più staccate le famiglie numerose ed allargate

cambiato il vivere, la moda, or son parecchio organizzate.

Scienza e tecnologia fan passi da gigante

e poi con l’euro che confusione, per tanta gente.

Tutto automatico, sempre più veloce e computerizzato

volan le dita sui tasti e ciò che vuoi si è già avverato.

Ma la famiglia è poi cambiata in meglio?

O sembra ancor più stanca se pur con un sol figlio?

Sbiaditi ricordi le grandi famiglie patriarcali

ricche di valori, solide, legate ed esemplari.

Manca certo qualcosa del tempo che fu e si sente

mentre si corre sempre più distratti tra la gente.

Scarsa regna la modestia e la tolleranza

calati i buoni sentimenti, c’è sempre meno la sostanza.

L’unione della coppia oggi è assai volubile

e la promessa sacra è cosa tanto insicura e fragile.

Si sorride oggi un pò ironici a quel tempo che fu

quando i figli ai genitori non osavan dar del tu.

Rispetto grande, l’ascolto attento per chi aveva più vissuto

prezioso tesoro si faceva di quanto s’era imparato.

Casa grande d’allora, se pur ci si stava stretti

i cari nonni, genitori, sposi e bimbi benedetti.

Attorno al lungo tavolo tutti uniti quando a sera

davanti al piatto fumante di minestra, perchè tanto in più non c’era.

Eran sempre troppo pochi i soldi confronto la fatica

ma quanta forza e conforto in quella famiglia unita!

A dir com’è a guastar l’oggi è il troppo volere sempre di più

ma quel calore vero di famiglia grande e unita non c’è più.

Antonietta Barboni

Misery

Ricordo, tra le lettere a un fumetto Star Comics, l’opinione di costui che considerava “Misery non deve morire”… “uno dei più grandi romanzi del novecento” e “IT”… “un gradino sotto la Divina Commedia”. Un tantino esagerato…

Eppure Misery rimane per me un romanzo imbattuto nella sua capacità di far immedesimare il lettore. Leggendolo si crea un mondo parallelo tra la realtà e le pagine. In questo mondo parallelo si svolge la storia di Paul (scrittore rapito) e della sua infermierona Annie. Nello stesso mondo parallelo si trova anche il lettore, nascosto sotto il letto di Paul, tremante per il terrore di essere scoperto o desideroso di intervenire per aiutare il povero scrittore torturato oltre il limite. King, il maestro, riesce a creare tutto ciò utilizzando una serie di originalissimi trucchi, ad esempio Paul è obbligato a scrivere con una vecchia Royal priva di alcune lettere (inizialmente la “n”, poi la “t” e la “e”). L’autore ci da la possibilità di leggere cosa scrive Paul, che, prima di consegnare il manoscritto ad Annie, aggiunge a mano tutte le lettere mancanti. Veramente inimitabile!

Montag