È morta Elvira Sellerio, fondatrice dell’omonima casa editrice

La fondatrice della casa editrice Sellerio – Elvira – è morta oggi a Palermo. Era nata a Palermo nel 1936 e ha iniziato a lavorare nell’editoria nel 1970 fondando, con il marito Enzo, la casa editrice che tutti ben conosciamo. Tra gli autori della casa editrice ricordiamo Leonardo Sciascia (con il quale aveva “scommesso” per una casa editrice siciliana) Gesualdo Bufalino ( scoperto proprio dalla Sellerio) e, ultimamente, Andrea Camilleri (in foto con Elvira). Non solo questi grandi , comunque: tutti noi abbiamo avuto tra le mani i libretti blu – sempre molto curati – della casa editrice. Personalmente ho molto amato i testi dello scrittore russo Sergej Dovlatov ( La valigia è un must), i racconti palpitanti di Annie Messina , e, anche se pubblicato con la copertina verde!, il libro La vita meravigliosa dei laureati in lettere di Alessandro Carrera. Foto | Andrea Camilleri È morta Elvira Sellerio, fondatrice

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Le rondini di Montecassino, di Helena Janeczek

L’abbazia di Montecassino, fondata nel 529 da san Benedetto, durante tutto il medioevo fu uno dei maggiori centri di diffusione e produzione culturale. È stata distrutta più volte: dai Longobardi nel 584 e da un terremoto nella metà del XIV secolo, per esempio, dopodiché rimase intatta fino al 1944, fino a quando cioè un massiccio e assurdo bombardamento da parte delle forze alleate la distrusse nuovamente. Per quattro mesi le forze alleate avevano tentato di sfondare le linee tedesche, la famosa Linea Gustav. Le battaglie furono quattro. Alla fine fu ordinato il bombardamento dell’abbazia. Pensavano che vi si nascondesse un cospicuo numero di soldati tedeschi, finirono invece per fare una carneficina tra i civili che si trovarono in mezzo ai due fuochi. Dopo la battaglia, diedero luogo alle marocchinate: ai soldati algerini e marocchini fu permesso, come premio, di perpretare uno stupro di massa. Il fatto è, dunque, che tra …

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Perceber, di Leonardo Colombati

Qualche mese fa è uscito, in un’edizione riveduta, ed economica, per i tipi di Fandango, un romanzo che in realtà uscì nel 2005 per Sironi, e che ha avuto molta fortuna, almeno presso la critica. Si tratta di Perceber , di Leonardo Colombati. Raccontare per filo e per segno la trama di questo libro è piuttosto complicato, per il semplice fatto che risulta volutamente frammentata ma non per questo disorganizzata (non a caso è stato definito opus magnum); basti dire, come giustamente sottolinea Emanuele Trevi nell’introduzione, che ruota attorno a un fatto grave, assurdo eppure comico. «Oggi, giovedì 6 luglio 2000, all’ora del Sole […] Romolo Carpi, attraversando viale Trastevere con gli occhi sul giornale e in mano un biglietto della lotteria, ha appena…

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Mistero, antologia a cura di Nicola Roserba

Il mistero – “quella sensazione agrodolce che ti carezza la spina dorsale con un tocco leggero, gelido”, come scrive nell’introduzione Nicola Roserba – è il filo conduttore di quest’antologia – Mistero , appunto – pubblicata da Il Mondo Digitale Editore . Otto autori per otto racconti che narrano aspetti del mistero e cercano di far vedere cosa c’è al di là delle paure più comuni. Mi è sembrata particolarmente ben riuscita l’operazione di rivisitazione di alcune credenze e di noti racconti in chiave misteriosa. Per esempio, a ben pensarci, le storia del principe trasformato in ranocchio può essere benissimo letta in maniera più dark: quante delle nostre lettrici avrebbero il coraggio di baciare la viscida bocca di una rana? E se poi si trattasse di una rana comune e non una che mimetizza un principe? E se nel baciarla la maledizione si trasferisse a chi ha baciato? E poi, prima di dare un bacio a una rana c’è bisogno di un po’ di confidenza, no? Che si fa quindi? Si vive con essa in casa? Tutte domande che scaturiscono dal racconto Ranocchio in cui Stefano Pastor riesce a trasformare l’ovvietà a cui siamo abituati del ranocchio=principe azzurro in pagine intense di un viaggio nello sconosciuto. Le credenze popolari degli spiriti buoni che abitano nelle nostre case, poi, potrebbero nascondere aspetti che sarebbe meglio non conoscere: ne è un esempio il racconto I monacheddi di Simone Lega in cui, attraverso gli occhi di un bimbo…

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