Un corso di laurea per studiare Harry Potter

Amate così tanto Harry Potter che vi sareste volentieri iscritti alla scuola di Hogwarts? Beh, non sarà uguale, ma potete provare a seguire il corso dell’ università di Durham in Inghilterra “Harry Potter and the Age of Illusion” in cui si analizza il fenomeno del maghetto sotto l’ambito culturale-educativo-sociologico. L’università, che ha istituito il corso per l’anno 2010-2011, assicura che sarà un corso assai interessante, dalle ampie tematiche. Durante l’anno accademico, si studieranno i modelli educativi presenti nei libri della Rowling, così come le dinamiche di gruppo descritte, nonché un’analisi approfondita degli aspetti civici e della trasformazione ragazzi-adulti. Un’idea decisamente interessante, che non farebbero male a copiare anche le università italiane, mettendo al centro dello studio dei fenomeni letterari nostrani, per commentarli in positivo… o negativo (mi viene in mente il mondo mocciano, emh…). Se siete interessati, qui c’è tutto il programma di studi . Si stima che già un centinaio di ragazzi si siano iscritti al corso. Fonte | Panorama Un corso di laurea per studiare Harry Potter

La poesia è viva?

Si chiede un lancio di AdnKronos se la poesia sta morendo o è ancora viva. Si analizza la fenomenologia della poesia: da una parte la poesia-spettacolo, i reading e gli slam, dall’altra quello che non c’è più, la poesia impegnata e sociale di Pasolini. In effetti, è attualmente assai difficile riuscire a pubblicare un libro di poesia, gli editori non prendono in considerazione i manoscritti dei poeti, e tranne i grandi nomi (che stanno ormai scomparendo uno dietro l’altro), di poesia si pubblicano solo i libri utili a scuola. Mi sto chiedendo, allora, se la poesia viene letta. Se il problema siamo noi lettori, che non compriamo mai libri di poesia, o è colpa degli editori che non pubblicando la stanno uccidendo. Certo, ci sono poeti improvvisati, che mettono un “a capo” e fanno poesia, ma in giro ci sono anche delle ottime liriche che purtroppo si perdono nel marasma del “rifiutato” editoriale. Voi che ne pensate? Foto | Flickr La poesia è viva?

Just Kids, Patti Smith si racconta

Se volete un assaggio della vera New York underground anni ‘70, procuratevi Just Kids (Feltrinelli), self portrait di Patti Smith in cui si narrano le vicende e il forte legame umano e artistico con Robert Mapplethorpe. Si tratta di un’autobiografia toccante e piena di spunti riguardo al sottofondo intellettuale e creativo che in quegli anni fermentava nel cuore grande mela. Si apprendono dettagli inconsueti della vita di questi due personaggi, Patti e Robert, che da subito si riconoscono esseri affini e prendendosi per mano, affrontano un duro cammino disseminato di sacrifici, alla ricerca dell’arte pura e dell’amore per la conoscenza a tutti i costi. Lo strano mix di case fatiscenti e locali alla moda fa da sfondo alle notti in bianco passate a leggere poeti illustri come Genet o Rimbaud, o a disegnare, dipingere, incidere con i pochi materiali a disposizione. L’attenzione quasi maniacale per i dettagli dell’abbigliamento, per gli accessori e gli abbinamenti, di assoluta rilevanza in una ricerca estetica tout-court, si affianca alla presenza costante di una sorta

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Just Kids, Patti Smith si racconta

Quali sono i vostri ‘Guru’ della lettura?

Per qualcuno (e io ne conosco) si tratta della mamma, anche dopo i ventanni. Per altri è l’amico/a noiosa con cui riesci a passare solo qualche pomeriggio al mese. Ti segni mentalmente i titoli, e via. Per altri invece è il libraio di sempre, quello che ti ha visto crescere, e passare da Roal Dahl a Cormac McCarthy. Si tratta del ‘Guru’ della lettura. Ovvero: qual è la persona di fiducia che vi consiglia sempre, infallibilmente, dei bei libri? Mi è venuto in mente leggendo il bel La libreria del buon romanzo (ne riparleremo, è pieno di spunti), in cui i protagonisti hanno bisogno di 300 ‘grandi lettori’ che consiglino loro i libri più belli di sempre. Compreranno quei titoli, a scatola chiusa, perchè si fidano delle loro opinioni. Molti, già lo so, risponderanno che i loro ‘guru’ li trovano non nella realtà ma on line, o magari nelle ‘firme’ di qualche giornale. In questo caso, condividete link e indirizzi web nello spazio di commenti qui sotto. Nb: l’immagine del libro in copertina

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Quali sono i vostri ‘Guru’ della lettura?